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"I FIGLI DEL SOGNO"
ovvero:
"I Burattini ci prendono per mano"

Corso per "metter su baracca e burattini" tentando di tenere insieme il tutto.
Il corso comprende piccoli interventi teorici intervallati da ampi spazi di attività pratica:

Programma teorico:
Nascita, significato e tradizione dei burattini.

Loro importanza nella storia del teatro.
La situazione attuale in rapporto ad altri tipi di spettacolo per bambini.
Rilievo psico-socio-pedagogico nel mondo del fanciullo.
Le caratteristiche della fiaba e della commedia.
Valenze didattiche e ricreative.
Metodi ed esperienze per ottenere i migliori risultati.

Programma pratico:
Costruzione del burattino con presentazione di diverse tecniche.
Esercitazioni per imparare a gestire il burattino.
Esame di diverse soluzioni possibili per allestire un teatrino.
Dimostrazione di trucchi di scena e di effetti speciali.
Spunti per la realizzazione dei fondali, dei costumi e delle scenografie.
Apprendimento di accorgimenti per gli effetti sonori e luminosi.
Suggerimenti per inventare una storia e per costruire il canovaccio.
Realizzazione di uno spettacolo.

La partecipazione dovrà essere attiva e tutti da spettatori diventeranno burattinai. All'inizio non sembrerà molto facile ma alla fine ci si accorgerà che è facilissimo. Se c'è la voglia di lavorare lo spettacolino alla fine riuscirà bene.

E' necessario portare tutta la fantasia e lasciare a casa i progetti grandiosi.
Serviranno anche gli attrezzi per scrivere e per fare qualche piccolo scarabocchio.

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PROPOSTA PER UN'ATTIVITÀ CON I BURATTINI NELLA SCUOLA.

Contrariamente da come a volte si crede, il teatro nasce dall'incontro tra il personaggio e l'attore, elementi che solo quando sono entrati in simbiosi possono dare vita alla rappresentazione. Se il teatro viene utilizzato soprattutto per esigenze didattiche, non è il ragazzo che deve adattarsi ad un personaggio predeterminato, che nulla ha in comune con lui (come purtroppo invece capita spesso oggigiorno con i personaggi offerti-imposti dai mass media) ma il personaggio deve essere in sintonia (fino ad identificarsi) con l'interprete che così avrà la possibilità di un'espressione autentica e non artefatta. Questo giustifica l'inizio del corso con la costruzione del burattino che il ragazzo produce in modo del tutto personale ed in tale fase avviene già la simbiosi personaggio-interprete.
Nella seconda fase i personaggi già realizzati s'incontrano con gli altri (è il "Teatro dell'incontro") e da qui nasce spontaneamente una storia che è già insita in loro. Anche qui la storia scaturisce dall'incontro personaggi-interpreti e non è estranea al vissuto dei ragazzi perché non imposta dall'esterno.
La naturale conclusione dell'attività non può non essere la spettacolazione perché qualsiasi lavoro teatrale termina con l'offerta della propria produzione al pubblico, ma anche perché i ragazzi (e non solo loro) hanno bisogno di un riscontro concreto al proprio impegno.

I Ipotesi: Corso per insegnanti.

Sei incontri di due ore l'uno in orario pomeridiano, una volta alla settimana, in cui un gruppo d'insegnanti apprende e sperimenta il linguaggio e le tecniche di costruzione dei burattini, della storia, del canovaccio e del teatrino, con tutte le motivazioni teoriche e le possibili espansioni, per poter poi presentare alle proprie classi questo mezzo espressivo.

II Ipotesi: Corso con gli insegnanti.

Quattro incontri di tre ore l'uno, in orario pomeridiano, con scadenza da concordare ma piuttosto dilazionata, in cui un gruppo d'insegnanti apprende e sperimenta il linguaggio e le tecniche di costruzione dei burattini, della storia, del canovaccio e del teatrino, con tutte le motivazioni teoriche e le possibili espansioni, per ripetere, in contemporanea, durante l'orario del mattino, la stessa esperienza con le proprie classi.

III Ipotesi: Corso con gli alunni.

Sette incontri di un'ora l'uno, in orario scolastico e con scadenza settimanale, in cui il sottoscritto, docente del corso, in compresenza con l'insegnante della classe effettua con gli alunni l'esperienza di costruzione e di realizzazione di uno spettacolo di burattini.

L'attività articola in tre momenti:
1) Costruzione del burattino e del teatrino.
2) Invenzione della storia.
3) Realizzazione di uno spettacolo.

Occorrente: Un'aula ben illuminata con tavoli e sedie; nastro di carta adesiva, carta di giornali, articoli vari di cancelleria ed altro materiale di recupero che sarà indicato all'occasione ed in gran parte procurato dal docente.

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EDUCAZIONE ALLA DANZA FOLKLORISTICA

Proposta di un percorso di rivolto agli alunni della scuola elementare.

Premessa.
La danza è stata considerata dai più valenti studiosi in materia come la "madre di tutte le arti" in quanto assomma in sé il ritmo (tipico della musica, e della poesia) col movimento (proprio delle arti mimico-gestuali) per sfociare in una gestione spaziale (caratteristica delle arti figurative). Il suo linguaggio quindi è comprensivo di ogni fenomeno spazio-temporale ed offre la possibilità di una concreta attuazione delle concettualizzazioni che, ad esempio, sono implicite in molte discipline scolastiche.
Il termine folklore deriva dall'unione di due antiche parole sassoni (folk = popolo e lore = sapere) e significa "la cultura del popolo". Nel corso dei secoli ogni popolo, attraverso l'espressione folkloristica, ha espresso la propria cultura. La danza folkoristica si distingue da altri tipi di danza, proprio perché ha la caratteristica di provenire autenticamente da una cultura che si è radicata attraverso i secoli e che porta in sé i valori più profondi dell'uomo.

Caratteristiche
Le danze folkloristiche sono un'espressione coreutica e corale dei valori profondi di un popolo. In altri termini esse presuppongono una partecipazione collettiva all'evento, senza ruoli di osservatore, con il coinvolgimento di tutti i presenti. Se l'aspetto esterno è evidentemente gioioso ed allegro, al suo interno esistono quei vissuti, propri del gruppo etnico di provenienza, che posso essere colti al di là del verbale, con una partecipazione attiva. E' pregnante il senso della collettività anche se ogni individuo è componente importante ed inalienabile del contesto. Da ciò ne deriva che un sufficiente apprendimento delle danze folkloristiche non può avvenire in modo episodico, eventualmente con fine spettacolare, ma in un vero e proprio percorso che si inserisce e si integra nel contesto educativo scolastico.

Giustificazione della proposta.
I valori che sono contenuti nelle danze, oltre alle semplici abilità ritmico-musicali che vengono messe in gioco durante l'esecuzione, sono le motivazioni fondamentali che giustificano l'insegnamento delle danze folkloristiche nella scuola.

Obiettivi.
Promozione della socializzazione.
Approfondimento della comunicazione non verbale.
Valorizzazione e apprezzamento del rapporto interrelazionale.
Valutazione, esercizio e verifica delle abilità psicomotorie.
Potenziamento della capacità di ascolto musicale.
Conoscenza di culture diverse.

Metodologia della proposta.
Partendo dalla verifica di prerequisiti essenziali quali la capacità d'ascolto, la competenza psicomotoria e l'abilità d'adeguamento del movimento al ritmo, si inizierà ad eseguire semplici composizioni coreutiche, che implicano i gesti essenziali del vivere quotidiano, per poi passare, molto gradualmente e sempre in modo ludico, all'apprendimento di facili danze-gioco provenienti da diverse parti del mondo, partendo da quelle la cui cultura è più facilmente comprensibile da noi. Con la stessa gradualità si passerà ad imparare danze sempre più complesse accompagnate da brevissime spiegazioni di tipo culturale, adeguate all'età degli alunni.

Modalità d'esecuzione.
Gli incontri avranno la durata di circa un'ora seguendo la curva d'attenzione adeguata all'età degli alunni. Sarà necessario un locale sufficientemente ampio e sgombro. Gli alunni dovranno indossare abiti comodi. E' necessaria la presenza dell'insegnante curricolare.
Le musiche saranno fornite dal docente.
Il numero degli incontri è da concordare con gli insegnanti interessati che, comunque, s'impegnano a dare continuità agli incontri.

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LA DANZA POPOLARE NELLA SCUOLA

Dall'ascolto musicale alla danza attraverso il movimento
Proposta di laboratorio di didattica per gli insegnanti.

Articolazione dei lavori:
1) I prerequisiti. Significati, origine e giustificazione della danza in un contesto scolastico.
2) Il "momento antologico": Collocazione dell'attività coreutica in un percorso didattico.
3) Trasposizioni didattichee possibili espansioni. Motivazioni pedagogiche e modalità applicative della danza.
4) Le pre-danze. Presentazione ed esecuzione di alcuni esercizi di avvio alla danza.
5) Significato della danza. Analisi e decodificazione delle componenti e possibilità espressive dell'attività.
6) Oltre la danza. Proiezioni ed ulteriori possibilità espressive della danza nel proseguo dell'attività didattica.

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